Foto di Marco Contessa
Monastero di San Lazzaro degli Armeni

Dati itinerario Periodo consigliato Primavera, Estate, Autunno, Inverno Telefono+39 041 526 0104

La visita, esclusivamente guidata, è garantita ogni giorno alle ore 15.25 e non è prenotabile. L'Isola è raggiungibile con la linea 20 del trasporto pubblico (ACTV) da San Zaccaria. ( andata ore 15.10; ritorno 17.25)

L'isola di San Lazzaro degli Armeni  si trova nella parte centrale della laguna, vicino al Lido di Venezia. Occupata attorno all’anno 1000 dai Monaci Benedettini, nei secoli successivi divenne un ospedale per i poveri, il cosiddetto lazzaretto, gestito da diverse congregazioni religiose.

Con il permesso del senato della Serenissima nel 1715, fu ripopolata da un nobile monaco armeno di Sebaste, Manug di Pietro detto Mechitar (il consolatore) che, in fuga dalla terra d'origine, arrivò con al seguito un gruppo di religiosi. Insieme ai suoi seguaci Mechitar costruì un monastero, restaurò la vecchia chiesa in rovina, edificò il chiostro e i locali per la Pinacoteca e la Biblioteca. Dall'opera dell'abate nacque l'istituzione dei Padri Armeni Mechitaristi.

Oggi, nell'isola vivono monaci, seminaristi e studenti armeni che studiano la lingua e la cultura sia  italiana che armena e il monastero è un’oasi di pace immerso in lussureggianti giardini fioriti dove si ergono cipressi e pini marittimi. L'edificio religioso ospita una straordinaria collezione di tesori, tra cui un patrimonio librario che conta migliaia di antichi volumi e tomi e oltre 4.000 manoscritti miniati, e molte opere d'arte e oggetti preziosi che spaziano dai reperti archeologici egiziani, romani e orientali. Il refettorio del 1739 conserva pitture di Palma il Giovane, di Longetti e di Gaspare Diziani.


All'inizio dell'800 il poeta Lord Byron venne appositamente per studiare e imparare l'armeno e si racconta che amasse molto la Vartanush, una speciale marmellata fatta con petali di rosa tuttora prodotta dai monaci dell'isola.