Parco delle Dolomiti Bellunesi

Territori selvaggi, dalla silenziosa bellezza

Dino Buzzati le definiva come "le più enigmatiche, intime, segrete...”. E aveva ragione. Basta venire in questa parte del Veneto, ai margini delle Alpi sud orientali e si rimane estasiati davanti al paesaggio disegnato dalle Dolomiti Bellunesi.

Un territorio di oltre 31.000 ettari di natura selvaggia e panorami mozzafiato che dal 1990 è protetto grazie all’istituzione del Parco Nazionale.

Le rocce millenarie sono state palestra di studio per molti geologi e la ricchissima flora ha attratto botanici da tutto il mondo sin dal 1700. Non a caso la rara Campanula Morettiana è divenuta il simbolo stesso del Parco.

Le Alpi Feltrine, il gruppo del Cimonega e del Pizzocco, i Monti del Sole, i gruppi della Schiara e Talvena e del Pramper-Mezzodì: da queste montagne si ammirano gli scenari meravigliosi, e apparentemente inaccessibili, del Parco delle Dolomiti Bellunesi.

Alcune vette sono coperte da nevi perenni che alimentano piccoli laghi d'alta quota, ruscelli e cascate. Altre sono solcate da forre profonde e inaccessibili, spuntoni rocciosi, ampie conche glaciali e ghiaioni solitari. Sono paesaggi dove si ammirano bizzarre forme di carsismo alternate a prati coloriformi.

Quasi il 60 per cento del Parco è coperto da boschi e foreste e durante le escursioni è facile imbattersi in branchi di camosci, caprioli, cervi e anche mufloni.

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