Foto Davide Bortu
I Cadini del Brenton

Dati itinerario Periodo consigliato Estate Telefono+39 0439 3328
Munirsi di scarpe adeguate

La strada s’infila misteriosa nella valle e corre a fianco del lago, che inquieta perché lo si immagina profondo e freddo. Le montagne chiudono l’orizzonte con versanti ripidi e selvaggi e, se non fosse per i cartelli “parco nazionale” che incuriosiscono, verrebbe quasi voglia di tornare indietro. Resistete alla tentazione: la valle del Mis dà il meglio di sé più avanti. Quando sembra non si possa più proseguire, ecco la porta a un sentiero naturalistico: è il giardino botanico Campanula Morettiana, dove è concentrata, a fini didattici, tutta la natura della zona, dal bosco al pascolo, dalle rocce ai ghiaioni, lungo un percorso accessibile a tutti. Tutt’intorno, i Monti del Sole e il massiccio dell’Agnelezze, cime che appaiono inviolate e inviolabili e che, del resto, sono poco frequentate, se non da veri appassionati.

Ancora qualche metro e sarete colti dalla vera, grande sorpresa: i Cadìni del Brentòn. E’ una sequenza di quindici catini di pietra scavati dalle acque del torrente, il Brentòn appunto, che si getta a valle con una serie di cascate, la più nota è chiamata “della Soffia”. Sono getti d’acqua limpida e gelida che nei secoli hanno creato forme straordinarie e perfette, in un affascinante spettacolo di colori, riflessi e frastuono.

di Giovanni Stefani (Gruppo italiano stampa turistica)


Si possono affiancare le cascate seguendo un sentiero, tra mille trasparenze, e per un po’ si vivrà la sensazione di essere sperduti, perché queste montagne sono le più selvagge dell’intero Bellunese, un paradiso naturale fuori dal mondo.