E1 - La lunga via delle Dolomiti

Foto Matteo Danesin
E1 - La Lunga Via delle Dolomiti
Dati itinerario Difficoltà facile Lunghezza50 Km Dislivello m Durata Punto di partenzaPasso Cimabanche Punto di arrivoCalalzo di Cadore, Periodo consigliato
L'itinerario prende il via da Passo Cimabanche, naturale spartiacque tra la valle d’Ampezzo (provincia di Belluno e la Val Pusteria (provincia di Bolzano) e segue fedelmente il tracciato dell’ex-ferrovia delle Dolomiti costruita durante la Prima Guerra Mondiale e dismessa nel 1964.

Lungo il percorso si incontrano ancora le originali stazioni, le gallerie e i ponti gettati su gole spettacolari e profonde.
Le pendenze dell’escursione sono costanti e facilmente affrontabili; il fondo è in parte sterrato e in parte asfaltato. Il primo tratto di pista ciclabile attraversa boschi di conifere e fiancheggia aree naturalistiche di pregio, tutelate dal Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, come i due laghi alpini Bianco e Lago Nero. In località Ospitale è possibile visitare una chiesetta caratteristica eretta nel XIII secolo e dedicata a San Nicolò, protettore dei viandanti. Nei pressi di Cortina d’Ampezzo la pista è asfalta e frequentata anche da numerosi pedoni, si raccomanda quindi di moderare la velocità e di procedere con attenzione. 
Senza entrare nel centro cittadino il percorso si mantiene in quota e passa tra esclusivi hotel e signorili dimore. Lasciata alle spalle la celebre conca ampezzana, la pista ciclabile lambisce il torrente Boite verso sud, fino a San Vito di Cadore, dove la massiccia mole del monte Antelao fronteggia quella inconfondibile del monte Pelmo. A Borca di Cadore la pista si discosta ulteriormente dal torrente Boite che si perde all’interno della valle. I nuovi ponti ciclabili e le vecchie gallerie permettono di pedalare in sicurezza attraversando i pittoreschi paesi cadorini di Vodo, Venas, Valle e Tai.
A Pieve di Cadore conviene arrivare per tempo per prevedere una sosta di interesse artistico; oltre alla casa natale di Tiziano Vecellio, celebre pittore rinascimentale, il paese conserva un considerevole numero di edifici di interesse storico, un’area archeologica di origine romana, una notevole chiesa arcidiaconale e due musei: uno sulla storia della Magnifica Comunità di Cadore e uno originale sull’occhiale.

Raggiunta Calalzo di Cadore, l’escursione termina nei pressi della stazione ferroviaria, dove è possibile prendere il treno per Belluno o l’autobus pubblico con servizio trasporto biciclette.

La lunga via delle Dolomiti è una delle più appaganti traversate cicloturistiche dell’intero arco alpino: si pedala tra ambienti e paesaggi riconosciuti dall’Unesco Patrimonio Naturale dell’Umanità. 

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