La pietra miracolosa di Santa Augusta

Vittorio Veneto è il risultato della fusione – avvenuta per volere di Vittorio Emanuele II – tra due antichissimi centri in perenne disputa tra loro, Ceneda e Serravalle. Tutto è doppio, in città: due cimiteri, due duomi, due Santi protettori, ognuno con la sua festa: San Tiziano, a Ceneda, fu vescovo di Oderzo e arrivò in città miracolosamente, trainato su un carro da due vacche magre dopo che la barca che lo trasportava aveva risalito da sola la corrente del fiume Livenza. Santa Augusta, che protegge Serravalle, ha una storia che invece è avvolta dal mistero: fu uccisa dal padre pagano Matrucco, un re goto disceso in Italia nel 402. Sapendo che la figlia era stata iniziata al cristianesimo dalla balia Cita e che frequentava la chiesa, la fece imprigionare. Le chiese poi se avesse cambiato idea, ma avendo lei negato le fece strappare due denti e la rinchiuse di nuovo, aspettando che tornasse alla religione degli antenati. Vista l’ostinazione della figlia Matrucco decise che fosse bruciata viva ma ella uscì illesa dal rogo, cosicché fu legata a una ruota e fatta rotolare da una collina. Non avendo ricevuta alcuna ferita, fu barbaramente decapitata. Nel luogo in cui in seguito furono trovate le ossa della martire, il popolo eresse una chiesa, e subito Augusta ricambiò tanta devozione: se si introduce la testa in un foro praticato dietro un altare del santuario, e se ne contempla la sepoltura, si può guarire dall’emicrania. Analogamente, passando tra due strette colonne si può sconfiggere il mal di schiena.

Santuario di Santa Augusta

Il santuario di Augusta si trova in una posizione arroccata, e la via è costellata da alcune cappellette costruite come voto alla Santa per aver protetto i serravallesi dalla peste. Una di esse mostra una pietra circolare e un affresco che ricordano il luogo di un episodio miracoloso della sua vita. Un giorno Matrucco ordinò alla figlia, che stava scendendo con un canestro di pani da distribuire ai poveri, di aprire il mantello. La ragazza obbedì, ma al padre apparvero solo dei bellissimi fiori: i pani erano stati tramutati per salvare Augusta dall’ira del re. In seguito, Matrucco si pentì di ciò che aveva fatto. Dopo aver sepolto la figlia, passò il resto della sua vita nella penitenza e infine partì per cercare un po’ di pace nella natia Germania.

A Vittorio Veneto esiste anche el Caregon del Diol, il trono del Diavolo, rappresentato dai resti dell’antica fortezza dei Da Collo, che ospitò Federico Barbarossa. 

Per informazioni:
IAT Vittorio Veneto
tel. +39 0438 57243
www.comune.vittorio-veneto.it 

 

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